Dal facciamo finta di …al gioco creativo

ovvero il Teatro come mediatore del percorso che va dal gioco simbolico al gioco creativo.

 “Facciamo finta di…” la formula magica trasforma il mondo!

Il gioco del teatro è il gioco che inizia sempre con una formula magica attraverso cui la mimesi da vita allo sviluppo della creatività e del problem solving.

In un interessante libro dedicato al lavoro dello psicopedagogista israeliano Feuerstein (Come stimolare giorno per giorno l’intelligenza dei vostri bambini, N. Laniado, Ed. Red), si descrive, a mio avviso molto efficacemente, la funzione del gioco del far finta di come una funzione imprescindibile per lo sviluppo del pensiero simbolico e di quello laterale o divergente.

“Nononostante la sintassi claudicante” sostiene l’autrice “la frase annuncia l’inizio di un momento cruciale nello sviluppo intellettivo del bambino: il suo pensiero da concreto diventa simbolico, per la prima volta s’inerpica sul percorso instabile delle ipotesi, attinge al magma delle proprie emozioni, si lascia sollevare dalla sua creatività”.

Quando i bambini fanno finta di devono essere flessibili sostituendo un oggetto che non hanno con un altro. Facendo finta di, i bambini ricorrono al pensiero simbolico, sviluppano l’empatia, l’intelligenza emotiva, la capacità di immedesimarsi nella situazione psicologica dell’altro.

Nel gioco simbolico i bambini imparano a usare una cosa per rappresentarne un’altra separando il significato di un oggetto dallo stesso e dandogli un’identità che non è reale,: queste azioni accompagnano la nascita del pensiero astratto.

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Nei laboratori di BimboTeatro il gioco del far finta di è la struttura portante del lavoro ed è un lavoro che impegna il bambino da tutti i punti di vista: corporeo, sensoriale, linguistico ed emozionale. Giochi che sembrano scontati per noi adulti sono un’impresa straordinaria per il bambino che muoverà, pian piano, alla conquista del pensiero ipotetico.

Nei labotratori di BimboTeatro, attraverso il gioco simbolico (che inizia a svilupparsi dai 2 anni in poi ma che è in nuce sin dai primi anni), si stimola la formazione di modelli di situazioni che i bambini utilizzano per mettere in atto delle simulazioni che potranno poi generalizzare ed estendere a situazioni concrete della loro vita.

Verso i 4 anni il gioco del far finta di assume una funzione importantissima: imparare a mettersi nei panni dell’altro. Il bambino che gioca e acquisisce questa capacità riesce anche a immedesimarsi nella situazione psicologica di un’altra persona, a condividerne i sentimenti e conoscere l’altro sé e gli stati più profondi dell’inconscio (Melanie Klein 1882-1960). Lo sbocco naturale del gioco del far finta di, in cui i piccoli attraverso la mimesi imitano quello che vedono è il gioco creativo.

Il gioco creativo segna un momento importante nello sviluppo intellettivo del bambino che inizia a comporre insieme frammenti di realtà che conoscono e creano qualcosa di nuovo: una storia, un disegno, un movimento corporeo. Il gioco creativo permette quindi di passare dal pensiero verticale, che consiste nell’applicazione di schemi rigidi e consolidati di ragionamento legati ad abitudine, routine, esperienze, al pensiero laterale o divergente.

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Lo psicologo inglese Edward De Bono 1967 coniò il termine pensiero laterale definendolo come il pensiero che “permette di passare da uno schema di ragionamento all’altro, di guardare i problemi in modo nuovo, di muoversi in direzioni non esplorate e non considerate, di aggirare ostacoli, di assumere una nuova prospettiva, di esaminare tutte le alternative, di rompere forme di ragionamento rigide e familiari”.

Fare teatro attraverso la pedagogia sperimentale consente al bambino di fare sperimentazione sulle sue risorse espressive e su nuove strategie comunicative consentendogli di vivere un’esperienza formativa gratificante perché ricca di emozioni e spunti creativi da giocare attraverso l’utilizzo di un linguaggio artistico globale.

La metodologia di BimboTeatro si basa sulla ripetizione e variazione: attraverso la proposta di una struttura rassicurante e ripetitiva, il bambino all’interno dello spazio della storia è chiamato ad esprimere pienamente la propria unicità e individualità.