Attore informale e dialogo emozionale. Il filo conduttore dei laboratori di BimboTeatro

Il filo conduttore della pratica laboratoriale di BimboTeatro è l’attore informale, una guida che  realizza un dialogo emozionale e che trasporti il bambino dentro il gioco del teatro, attraverso la costruzione di una relazione affettiva.

Assumere il ruolo di attore informale significa guidare il bambino con la propria energia, il proprio esempio, in una parola il proprio essere.

Il dialogo emozionale instaurato dall’attore informale col bambino è un dialogo affettivo, empatico, un processo capace di creare un forte legame interpersonale.

L’attore informale è una guida che non cala contenuti dall’alto, non riempie di nozioni o competenze né tantomeno richiede al bambino dei livelli di prestazioni al fine di verificare quanto il bambino sia “un bravo attore”, ma lo accompagna agendo in prima persona le competenze e le emozioni che desidera che egli osservi e che assimili attraverso l’ascolto attivo, la percezione sensoriale, l’osservazione, la relazione, l’imitazione, la riproduzione spontanea, l’introspezione e il pensiero (learning by doing).

Le competenze del bambino sono acquisite grazie alla pratica costante, alla costruzione della fiducia tra bambino e attore informale e grazie alla cura che il bambino sente di ricevere dallo stesso.

Per realizzare una progettazione educativa fondata sulla metodologia di BimboTeatro è necessario che l’attore informale sia una guida in possesso di competenze specifiche: l’energia e la motivazione a mettersi in gioco, l’empatia,  l’attitudine al cambiamento, alla ricerca e alla sperimentazione, la conoscenza delle principali teorie dell’apprendimento e  della psicologia evolutiva, la capacità di utilizzare gli strumenti operativi di BimboTeatro.

Poiché lo scopo dei laboratori non vuol essere quello di preparare i bambini a diventare attori precoci o aiutare i genitori o gli insegnanti a far crescere piccoli attori, ma quello di guidare i bambini verso la partecipazione attiva al laboratorio per esplorare e sperimentare infinite potenzialità espressive, è necessario considerare le differenti fasce d’età verso cui l’attore informale elabora una progettazione educativa.

Le diverse età richiedono differenti tipologie di lavoro poiché l’apprendimento si realizza in modo differente: i bambini da zero a tre anni traggono il massimo beneficio dal dialogo emozionale  instaurato con l’attore informale che propone stimoli ai bambini e raccoglie stimoli dai bambini per trasformarli in azioni strutturate che diverranno parte integrante del laboratorio; dai tre ai sei anni l’attore informale, dopo aver instaurato il dialogo emozionale, lavora con la meta-fiaba, cioè con la fiaba che riflette su se stessa, invitando i bambini a riflettere attivamente sui significati attraverso forme e linguaggi espressivi globali.