Funzione pedagogica del teatro delle origini

Oggi il blog di BimboTeatro inaugura una nuova sezione dedicata all’antropologia del teatro, che si propone di indagare il profondo rapporto che lega, in modo ancestrale, l’uomo al teatro. L’antropologo  svizzero Oskar Eberle, nella sua ricerca sul teatro delle origini, riflette su culture arcaiche in cui il teatro è integrato naturalmente nella vita della comunità e del bambino sin dalla nascita, assurgendo a funzione pedagogica attraverso l’arte della mimesi cui il proprio corpo dà forma. La sua opera più importante dal titolo “Cenalora. Vita, religione, danza, teatro dei popoli primitivi” esplora il senso dell’arte del teatro, ne ricerca il valore originario dei suoi segni attraverso un’appassionata osservazione e documentazione degli elementi fondamentali del teatro tra gli ultimi superstiti, i popoli cacciatori raccoglitori, che, secondo Eberle, sembrano incarnare i nostri antenati preistorici, così come i personaggi di certi loro giochi scenici incarnano, a loro volta, gli avi primordiali.

Una canoa beccheggia sulle onde

Quando, dopo una sera di festa, la parola Cenalora risuona in una lieve cantilena, gli indiani della Terra del Fuoco, all’estremità dell’America meridionale, escono dalle loro capanne. Conoscono quella melodia e sanno il gioco al quale sono chiamati. Una seconda persona riprende la melodia, una terza accorda ad essa la voce e alla fine tutto il coro canta Cena-lora! Cena-lora! Un suonatore si mette al centro del circolo, un secondo, un terzo, e poi molti altri lo seguono. Il gruppo si muove in modo uniforme, tutti strisciano e portano avanti il piede destro e poi il sinistro dondolandosi da un lato e dall’altro”.

[O. Eberle, Cenalora, Vita, religione, danza, teatro dei popoli primitivi, Il Saggiatore, 1996, pag.13].

La canoa sull’acqua non è fatta di fibre intrecciate ma incarnata da uomini, donne e bambini. L’imitazione della canoa è un gioco mimico, una pantomima, una tipica rappresentazione del teatro delle origini.

Terra del Fuoco. Yámana. Cenalora, il giuoco della canoa che beccheggia sulle onde.

Il ritmo è scandito da una musica cantata, una melodia semplice ripetuta infinitamente e che gioca sulle tonalità, sul timbro della voce, sul suono delle percussioni e sul movimento del proprio corpo. Il movimento sulle onde è rappresentato dal ritmo, il gioco della canoa è una danza che propone un’azione, un movimento mimetico che s’inserisce in un sistema globale di vita in cui elementi quali

emozione, movimento, ritmo, percezione del sé e dell’altro, gesto, voce, vibrazione, espressività,

contribuiscono allo sviluppo globale della persona quale elemento fondante del sistema-vita di una comunità. Il teatro delle origini, secondo l’antropologo svizzero

 è un’arte racchiusa nel corpo in movimento dell’attore,

un’arte pedagogica che permette la crescita e l’espressione delle singole potenzialità nel contatto più intimo con la natura e i suoi misteri.

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Terra del Fuoco. Yámana. Forme originarie di maschere nei giochi dei bambini ottenute con elementi naturali.

La funzione del teatro delle origini è duplice:  raccontare la vita, le storie della comunità e trasmettere saperi e conoscenze ai più giovani attraverso la forma dell’apprendimento esperienziale. L’approfondimento di questi temi mi convince sempre più di quanto il teatro possa contribuire allo sviluppo totale della persona, ad un apprendimento rispettoso dei tempi, non solo attraverso un insegnamento formale ma, secondo una percezione, un sentire che sono esclusive e individuali. Il teatro accompagna la crescita dei più piccoli contribuendo allo sviluppo del linguaggio, a quello affettivo-relazionale, cognitivo e psico-motorio in un clima di partecipazione e condivisione. Modelli su cui riflettere per riscoprire il valore di un’alternativa, di un complemento ai “metodi” preconfezionati, chiusi, rigidi, esclusivamente formali per l’educazione e la didattica “moderna”, che poco spazio lasciano al tempo, alla sedimentazione, all’elaborazione e alla restituzione dei processi di apprendimento, unici e preziosi per lo sviluppo globale e armonico di ciascun essere umano.