Metodologia BimboTeatro

Il Teatro è azione, oralità agita, e, dunque, esperienza di vita concreta.

Il gesto teatrale non è narrazione, non è affabulazione, anche se si nutre di questi elementi per venire alla luce.

Nella struttura dei laboratori di BimboTeatro, bisogna incessantemente riflettere sulla questione metodologica. I bambini così piccoli non hanno di certo le capacità, la voglia o il bisogno di un approccio “spettacolare” ai laboratori.

Essi hanno necessità di certezze, di ripetizioni, di ritualità; di elementi all’apparenza sempre ripetutamente uguali a loro stessi, eppure, nella ripetizione, sempre diversi. La ripetizione è atto creativo in sé.

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”. (M. Proust )

Si ripetono un gesto, uno sguardo, un ritmo, una parola quando si acquisisce un nuovo sapere, quando una incertezza è stata risolta.

Del resto, ogni aspetto del nostro quotidiano è caratterizzato da una ripetizione. Dal processo di riproduzione cellulare ai cicli della notte e del giorno, dal susseguirsi delle stagioni al ripetersi di nascite e morti, come in un “eterno ritorno” nietzschiano.

La ripetizione e la variazione sono nel gioco del bambino, nei quadri di Morandi, nel Bolero di Ravel, nelle filastrocche, nei ritornelli, nelle ninne nanne di ogni tempo. Nulla si ripete mai allo stesso modo.

Parlare in questi termini della ripetizione è già parlare intrinsecamente di “Ripetizione come Variazione”, dunque, di uno strumento fondamentale per l’apprendimento e le esperienze emotive. Secondo Francois Delalande, il bambino, producendo una sequenza ripetitiva, la modificherà per rinnovare l’interesse, introducendo delle variazioni come corollario di una condotta di esplorazione che è conseguenza di una curiosità per il suono, ma anche per il gesto, per il ritmo, per la parola e per l’azione teatrale.

Attorno a queste riflessioni è stata sviluppata un’idea di laboratorio che permettesse la variazione e l’invenzione all’interno di una struttura predefinita, rassicurante per il bambino. Le variazioni, le creazioni, saranno solo quelle che il bambino, in quel tempo e in quello spazio, in quella relazione, vorrà produrre. Nel suo momento, l’eterno presente.