Qual è il prezzo che paghiamo per una vita emozionale mal gestita?

BimboTeatro e il lavoro sulle abilità emozionali del bambino

Le abilità emozionali rappresentano la capacità del bambino di comprendere e gestire le proprie emozioni; queste rappresentano una componente molto importante dell’adattamento socio-affettivo del bambino in quanto, apprendendo strategie per fronteggiare le frustrazioni, la collera, le paure, lo sconforto, si hanno maggiori risorse per reagire alle avversità e stabilire relazioni positive con altre persone.

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I percorsi laboratoriali di BimboTeatro sono realizzati attraverso le fiabe agite, giochi teatrali e attività espressive che mi consentono di lavorare con le emozioni, esplorandole attraverso modalità giocose e incentrate sulla sperimentazione vissuta.

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Come sarebbe la nostra vita se fossimo incapaci di dare un nome alle emozioni che proviamo? Sarebbe arduo cercare di risolvere i problemi in cui ci imbattiamo nella vita di ogni giorno se non sapessimo identificare sentimenti di tristezza, rabbia, paura. Non solo sarebbe difficile scegliere la migliore linea d’azione di fronte alle difficoltà, ma sarebbe anche molto difficoltoso ottenere l’aiuto di altre persone. Saper attribuire un nome alle proprie emozioni e agirle, permetterà al bambino di riconoscere e comunicare i propri stati d’animo allenandolo a riconoscere in quale modo è probabile che una persona si senta in una data situazione, essere attenti all’espressione del viso e al linguaggio del corpo di coloro con i quali si interagisce, notare il tono di voce e saper cogliere gli aspetti rilevanti di una determinata situazione.

 

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Qual è il prezzo che paghiamo per una vita emozionale mal gestita? Il prezzo di una vita emozionale gestita male è evidente quando si considera quanta ansia e disperazione spesso si riscontra tra i bambini, quante difficoltà e sofferenze si verificano in molte relazioni, quante malattie psicosomatiche e disturbi correlati allo stress ci sono a causa della non capacità di gestire emozioni in modo corretto.

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Per alcuni bambini, il caos della loro vita interiore è talmente grande che non riescono, pur volendo, a concentrarsi sulla realtà esterna per cui fanno fatica a comprendere le informazioni fornite dalla scuola su quello che sta al di fuori della loro inquietudine. Con BimboTeatro studio e realizzo percorsi che permettono al bambino di giocare le emozioni, permettendogli di comprendere che le stesse sono parte integrante del nostro “essere umani” e che bisogna imparare a conoscerle.

 

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Il Teatro, nella sua forma più pura che è quella della conoscenza di sé e non della produzione della recita di fine anno, è uno strumento privilegiato per la costruzione di una sana educazione emozionale perché apre all’utilizzo di linguaggi artistici ed espressivi globali: la drammatizzazione, la narrazione, il disegno, la danza e il movimento creativo. Progettare e realizzare i laboratori di Bimboteatro mi permette di lavorare costantemente su queste attività così da consentire alle stesse di diventare mezzo espressivo e linguaggio per incanalare le emozioni dei bambini in un processo creativo e divertente.

Laboratorio di Teatro in fasce Dalla pelle al cuore

Meravigliosa scoperta e meravigliose emozioni mi porto dentro in questo laboratorio di teatro in fasce dedicato alle mamme, ai papà e i piccolissimi! Attraverso la pelle diventiamo esseri in grado di amare, scrive Ashley Montagu. Il teatro è un grande contenitore di linguaggi espressivi con il quale scoprire e allenare le infinite potenzialità individuali attraverso il corpo, la mente, i sensi e il cuore.Il corpo è interprete e protagonista della nostra storia, custodisce e racconta emozioni, interpreta vissuto e pensieri.

Laboratorio di Bimboteatro -Teatro in fasce- Dalla Pelle al cuore

Laboratorio di Bimboteatro -Teatro in fasce- Dalla Pelle al cuore

La voce è la nostra grande verità interiore: voce che accoglie, voce che nasconde, voce che opprime e voce che libera. Il laboratorio di BimboTeatro “Dalla pelle al cuore” dedicato alla fascia d’età zero a dodici mesi sostiene i genitori e i bambini nel processo di costruzione della relazione interpersonale per realizzare quella fiducia che Erik Erikson chiama «fiducia originaria», pilastro della personalità sana. I momenti irripetibili vissuti dopo la nascita possono portarci emozioni contrastanti, gioia e dolore, angoscia, senso di inadeguatezza ma anche estrema felicità. Agire queste emozioni attraverso il corpo e la voce della mamma e del papà, permette di lavorare sulla dimensione della scoperta, sull’incontro, sull’ascolto, sull’apertura dei sensi, sulla messa in gioco di pensiero-corpo-emozione nella relazione aprendo ad una conversazione in due direzioni con il nostro bambino, potenziando la missione infinitamente profonda che possediamo come genitori affinché dalle nostre vite emergano riserve ancora sconosciute di forza e capacità per la cura e l’accoglienza degli esseri umani.

 

 

 

INFANTEATRO


Tavola rotonda
INFANTEATRO
per un teatro a misura di bambino

La pedagogia teatrale per l’infanzia lavora per costruire percorsi teatrali a misura di bambino dove consolidare la fiducia, l’autostima, il senso del corpo e della creatività attraverso la ricerca e l’esplorazione di vari linguaggi espressivi e inseriti in un clima di gioia, serenità e fantasia…

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Sesto incontro del Corso in Teatro d’infanzia

Ci siamo! Sabato 4 Giugno si è svolto l’ultimo incontro del Corso di formazione continua in Teatro d’infanzia. Insieme abbiamo lavorato alla creazione di spazi di ascolto attivo per far nascere bellezza e creatività e permettere ai bambini di sviluppare l’immaginazione, … Continua a leggere →

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Quinto incontro del Corso in Teatro d’infanzia

Sabato 14 Maggio si è tenuto il quinto incontro del Corso di formazione continua in Teatro d’infanzia organizzato da TeatroLab e curato da Giulia Parrucci e Rossano Angelini. Mattinata intensa e creativa. Progettare un percorso laboratoriale di BimboTeatro, seguire le … Continua a leggere →

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Quarto incontro del Corso in Teatro d’infanzia

Domenica 17 Aprile si è tenuto il quarto incontro del Corso di formazione continua in Teatro d’infanzia organizzato da TeatroLab. Un doveroso ringraziamento alla coreografa, danzatrice e pedagoga del movimento Susanna Odevaine che ci ha mostrato come l’educare attraverso il … Continua a leggere →

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Il disegno dei bambini come viaggio nel loro mondo interiore

Partecipare al corso di primo livello “Il disegno dei bambini: un viaggio nel mondo interiore del bambino” è stata, come in tutte le opportunità formative, una grande occasione di riflessione sulle potenzialità dell’arte nello sviluppo globale del bambino,

per la valorizzazione della sua unità e unicità.

Il disegno, necessario per il bambino come l’aria, è uno strumento espressivo attraverso il quale egli ci accompagna, inconsapevolmente, alla porta d’ingresso del suo mondo interiore, raccontandoci le sue emozioni, i suoi stati d’animo, desideri, paure, traumi. Attraverso i suoi disegni il bambino ci segnala il suo stato di salute ma non solo, esso è anche strumento fondamentale

per mettersi in relazione

con l’insegnante, l’educatore, il pedagogista, lo psicologo, nella clinica come anche a scuola e a casa. Grazie al disegno, abbiamo l’opportunità di entrare nei suoi vissuti con discrezione, senza violare la sua spontaneità.FullSizeRender

L’espressività corporea globale praticata nel laboratorio BimboTeatro attraverso il movimento esplorativo, la relazione, il gesto,

prevede l’esplorazione di abilità grafomotorie

come strumento di comunicazione ed espressività per consentire la valorizzazione delle intelligenze multiple. Riconoscere l’esistenza di tanti tipi d’intelligenze equivale a permettere l’armonioso sviluppo dell’essere umano attraverso una conquista progressiva della conoscenza di sé, anche grazie alla multidisciplinarietà di cui l’arte del teatro si nutre.

Teatro d’infanzia: una grammatica essenziale da cui partire

Il Teatro, linguaggio artistico dalla natura sfuggevole che difficilmente si lascia schematizzare in confini chiusi e definiti. La sua storia ce lo racconta come oggetto mutevole, dai contenuti differenti e a volte contrastanti. Alle origini, molto distante dai modelli culturali oggi noti, lontano da obiettivi estetici o formali, intriso di  ritualità, trova la sua forza nella condivisione delle emozioni della collettività che chiede prima di tutto di entrare nell’esperienza, farne parte, esserci.

Il teatro delle origini, un’arte racchiusa nel corpo in movimento dell’attore, un’arte pedagogica che permette la crescita e l’espressione delle singole potenzialità nel contatto più intimo con la natura e i suoi misteri. Una idea di teatro, questa, che si pone come metafora della vita che assomiglia un poco al gioco dei bambini in cui si riscontra la presenza dell’elemento condiviso tra chi fa e chi guarda: il gioco del  “far finta di”.

Da dove partire, dunque, per un teatro d’infanzia?

Quali gli elementi fondamentali per un teatro “del bambino”?

Nel nido, nelle scuole dell’infanzia il teatro è sinonimo di essenzialità, attenzione, ascolto, esplorazione, gioco. Nei luoghi di accoglienza dove l’educare significa spesso contenere e guidare incontenibili energie di scoperta, il teatro rappresenta una opportunità privilegiata di sperimentazione e ricerca di linguaggi per uno stimolo di crescita globale grazie al suo essere principalmente strumento di comunicazione sociale.

Pensare al teatro d’Infanzia significa, dunque, ripartire da una

grammatica essenziale del teatro

grammatica essenziale

realizzare un’esperienza che parta dal bambino stesso e dai suoi bisogni fondamentali, avvalendosi di un approccio di tipo globale che punti a valorizzare le condotte che il bambino realizza naturalmente, senza nessuna preoccupazione per quelli che sono gli aspetti legati alle tecniche del teatro. Si tratta di riscoprire la natura più intima del teatro, tornare ad interrogarsi sul significato di attore, personaggio, spettacolo, spazio scenico, costume, luce, voce,

destrutturare significati complessi ripartendo dagli elementi fondanti il teatro stesso.

Partire, dunque, dallo studio dell’alfabeto del teatro: qual è la differenza tra la gesticolazione e il gesto? Qual è la differenza tra il movimento e l’azione? La voce che utilizziamo quando facciamo teatro con i bambini è la stessa che utilizziamo nelle attività quotidiane? Quando si parla di pulizia dello spazio, cosa significa? cos’è lo spazio scenico? C’è differenza tra musica e suono? Qual è la funzione dell’educatore?  Queste sono alcune domande da cui ripartire per costruire insieme una percorso esplorativo e di crescita personale che ci porterà inevitabilmente a confrontarci con un teatro “del bambino”.

Creare e progettare uno spazio magico, separato dallo spazio reale, uno spazio del gioco in cui la regola fondamentale è vivere il proprio corpo e i propri sensi come strumenti di espressione e interazione con gli altri, lavorando ad una metodologia operativa che incoraggi i bambini coinvolti ad essere i protagonisti dell’esperienza artistica perform-attiva utile allo sviluppo psicomotorio ed emotivo  e a una progressiva acquisizione di abilità generalizzabili in altri contesti di vita.

Uno spazio da definire come spazio dell’azione, spazio dell’esplorazione, spazio dell’invenzione e della possibilità. Uno spazio intimo, riservato, sacro, condiviso per esplorare le infinite opportunità del sé senza pregiudizi, paure e condizionamenti, dove l’altro è presupposto irrinunciabile al proprio divenire.

 

Secondo incontro del Corso in Teatro d’infanzia

Sabato 5 Marzo si è tenuto il secondo incontro del Corso di formazione continua in Teatro d’infanzia organizzato da TeatroLab. Un ringraziamento a tutti i partecipanti che hanno intrapreso questo viaggio ricco di scambi, condivisioni, voglia di conoscere e di realizzare insieme … Continua a leggere →
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