È una domanda che mi sono posta per molto tempo prima di intraprendere questo percorso. Quali potrebbero essere le ipotesi metodologiche più adatte ad un teatro agito nei nidi d’infanzia e dedicato ai bambini da 0 a 3 anni?

 Come artista, attrice ed educatrice riconosco il Teatro come strumento privilegiato per la conoscenza di sé. L’antropologo e studioso di teatro Oskar Eberle sostiene che il teatro è l’arte originaria dell’umanità essendo esso un’opera creativa completa che contiene in sé, in germe, tutte le altre arti. Nel teatro delle origini i mezzi espressivi sono la voce e il corpo. Gli elementi della natura come la creta, i fiori, il carbone, l’ocra sono utilizzati per un’essenziale forma di mascheramento. Attraverso semplici gesti, il teatro delle origini racconta storie di relazioni e rappresenta bisogni di una comunità.

Esso realizza il simbolo della trasformazione umana: il far finta di legato alla necessità di trasmutazione in un altro da sé.

Il nido ha un legame strettissimo con le origini della vita e le esigenze educative sono intimamente legate ai bisogni primari dell’essere umano, uno su tutti il bisogno del bambino di vivere esperienze fuori dalla famiglia e sperimentare modelli di relazione.

L’essere è “essere in relazione” e il teatro è arte socializzante per eccellenza.

Ragionando attorno a queste riflessioni ho compreso che molto del teatro delle origini, emozione, gesto, ritualità, spiritualità, natura, suono, ritmo, colore, odore, danza, appartengono  in particolar modo al bambino, così ancora legato in modo ancestrale alla Vita, ai sensi, al corpo, utilizzato come strumento di racconto, di espressione, di creazione e di trasmutazione.

Con BimboTeatro entro nel nido a piedi nudi, in silenzio, con la determinazione di “lasciar andare”.

Lascio andare tutto ciò che è conosciuto, accetto di divenire vulnerabile di fronte alla potenza creativa del bambino, lontana da qualsiasi ipotesi di spettacolo confezionato, vicina al processo della creazione, alla riscoperta di un linguaggio fatto di stupore e di meraviglia.

In cambio, il dono più prezioso: l’occasione per crescere.